Generazioni connesse: Safer Internet Day e consigli per una navigazione sicura

Il 7 febbraio sarà il Safer Internet Day (SID) una giornata organizzata ogni anno dalla rete europea Insafe per promuovere l’utilizzo sicuro e responsabile di internet e delle nuove tecnologie, in particolare fra i bambini e gli adolescenti di tutto il mondo.

Il tema scelto per il SID di quest’anno è Connecting generations: discover the digital world together…..safely! – Connettere le generazioni: scoprire il mondo digitale insieme e in maniera sicura. Argomento principale è quello di diffondere internet e il mondo virtuale fra le culture di tutto il mondo e connettere le generazioni, incoraggiando le famiglie a partecipare alla navigazione sicura dei propri figli.

Puoi avere 8 o 70 anni, puoi usare internet una volta al mese o essere connesso tutti i giorni, ma ciascuno di noi può contribuire a migliorare le esperienze che si vivono in rete e a sviluppare sia maggiori competenze digitali che una maggiore sicurezza online. Tutti noi giochiamo un ruolo importante nel far sì che ogni bambino possa vivere esperienze virtuali sicure.

Oggi la vita offline e online sono fortemente connesse, basti pensare alle famiglie che comunicano tramite webcam con parenti e amici all’estero, fino ad arrivare ai bambini che fanno i loro compiti in internet. Il mondo virtuale è un’unica arena dove le persone di ogni età possono imparare insieme e l’uno dall’altro, soprattutto ciò che riguarda la sicurezza online. I ragazzi “nativi digitali” possono insegnare agli adulti come utilizzare le nuove tecnologie, mentre genitori e nonni, basandosi sulle proprie esperienze di vita, possono fornire ai ragazzi consigli su come cavarsela anche online, così da scoprire il mondo digitale insieme.

Il superamento del gap digitale e l’importanza di connettere le generazioni sono quindi elementi ormai necessari in una società in cui i cambiamenti tecnologici sono rapidi e all’ordine del giorno. A Bologna il gruppo delle Girl Geek Dinners (GGD), donne appassionate di tecnologia, Internet e nuovi media, organizza diverse attività per promuovere l’uso delle nuove tecnologie come principale strumento di riscatto, libertà e parità. Oltre al corso Mamme e Internet – una serie di appuntamenti dedicati alle future e neomamme per scoprire e approfondire i fondamentali strumenti di comunicazione ed esplorazione della rete – il prossimo 4 febbraio le GGD daranno il via al No digit@l divide, workshops gratuiti per avvicinare i cittadini alle nuove tecnologie e introdurli agli strumenti web 2.0.

Risultano essenziali quindi tutte le iniziative volte a sensibilizzare il mondo adulto sull’uso dei nuovi media e su una navigazione sicura. Fondamentale è anche cercare di scardinare le idee errate che i genitori hanno circa le attività online dei propri figli. Molti infatti pensano che i bambini siano esperti della rete, che svolgano attività sicure e non rischiose e credono di non poter insegnare loro nulla di nuovo sull’essere connessi. Tutt’altro: i genitori devono capire che non è necessario essere esperti di internet e nuove tecnologie, ma è fondamentale invece interessarsi e partecipare alle attività che i propri figli svolgono online e stabilire con loro delle regole di navigazione. Ecco dunque i principali consigli per i genitori per garantire una navigazione sicura ai propri figli.

  • Collocate il computer in una stanza comune della casa piuttosto che nella camera dei ragazzi. Vi consentirà di dare anche solo una fugace occhiata ai siti visitati senza che vostro figlio si senta spiato
  • Assicuratevi che i bambini conoscano i pericoli ed i rischi del fornire la proprie informazioni personali  in internet e che non lo facciano mai.
  • Parlate con i vostri figli, siate sicuri che conoscano i rischi ed i pericoli che possono incontrare, partecipate alle loro attività online e imparate con i vostri figli.
  • Stabilite quanto tempo possono passare navigando su internet.
  •  Tenete aggiornato un buon antivirus e un firewall che proteggano continuamente il vostro pc e chi lo utilizza.
  • Usate software “filtri” con un elenco predefinito di siti da evitare. É opportuno però verificare periodicamente che funzionino in modo corretto e tenere segreta la parola chiave.
  • Dite ai bambini di non rispondere quando ricevono messaggi di posta elettronica o chat di tipo volgare, offensivo e, allo stesso tempo, invitateli a non usare un linguaggio scurrile o inappropriato e a comportarsi correttamente in rete.
  • Dite ai vostri bambini che non tutto quello che leggono online è vero. Questo è valido anche per le persone che incontrano in chat o nei social networks, poiché le persone non sempre sono quelle che dicono di essere.
  • Non permettete loro di condividere le proprie foto o quelle di altri con degli estranei. Fate in modo che ragionino sulle conseguenze delle proprie azioni online e sulla loro reputazione online
  • Se dovesse verificarsi un episodio spiacevole online, far loro capire che possono sempre parlarne con voi. Quando si vive una brutta esperinza in rete si può sempre trovare una soluzione o risalire agli autori, tramite l’indirizzo IP del loro PC, ma è importante salvare una copia della conversazione o della mail in questione.

 

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Le “opportunità rischiose” della rete: la situazione europea sull’uso di internet da parte dei minori

Il 7 febbraio 2012 è il giorno del Safer Internet Day, un’iniziativa europea dedicata alla promozione della sicurezza online. In attesa di questo giorno vi riporto un resoconto sommario della ricerca europea condotta da EU Kids Online. Il progetto di ricerca mira a ricostruire ed analizzare le pratiche d’uso di internet e le esperienze sul piano delle opportunità e dei rischi online da parte dei minori e dei loro genitori, con lo scopo di promuovere un ambiente virtuale sicuro per i minori. Per maggiori informazioni potete trovare la ricerca completa sul sito EU Kids Online

La ricerca di EU Kids Online
• La rete EU Kids Online ha condotto in 25 paesi europei una ricerca dettagliata su un campione di utenti di internet dai 9-16 anni; 25.142 bambini con i rispettivi genitori sono stati intervistati nel 2010.
• Scopo della ricerca era quello di fornire dati empirici per sostenere i diretti interessati nel loro sforzo di massimizzare i benefici della rete e minimizzare il rischio di avere esperienze negative online.

Essere connessi è un elemento profondamente radicato nella vita dei bambini
• L’uso di internet è sempre più individuale, privato e mobile: gli utenti dai 9-16 anni passano in media 88 minuti online al giorno.
• Il 49% va online nelle loro camere, il 33% si connette tramite cellulare o dispositivi portatili. L’87%  utilizza internet a casa, il 63% a scuola.

Non tutti ne traggono benefici
• I bambini si differenziano per le attività a cui si dedicano e per quelle che svolgono online, ma solo pochi riescono a sfruttare a pieno le potenzialità e opportunità della rete.
• Il 44% fra i 9-16 anni afferma che “ è vero che in internet ci sono molte cose utili per bambini della mia età”, sebbene i bambini più piccoli siano meno soddisfatti delle possibilità che internet offre (il 34% dei bambini fra i 9-10 anni).
• La disuguaglianza in termini di competenze digitali persiste in base allo stato socioeconomico, l’età e al genere, perciò sono necessari sforzi per superare queste disuguaglianze. Una soluzione parziale è quella di migliorare gli strumenti e le interfacce per gli utenti.

I rischi e le opportunità online vanno di pari passo
• Gli sforzi per aumentare le opportunità possono anche aumentare i rischi. Viceversa gli sforzi per ridurre i rischi possono limitare anche le opportunità dei bambini. E’ importante quindi trovare un giusto compromesso che riconosca le esperienze online a tutto tondo fatte dai bambini.
• Le “opportunità rischiose” permettono ai bambini di sperimentarsi online con le relazioni, l’intimità e l’identità. Queste esperienze sono fondamentali per crescere e consentono di imparare a conoscere e ad affrontare il mondo adulto.
• Ma le opportunità rischiose sono legate alla vulnerabilità e alla resilienza dei bambini e dipendono sia dai contenuti online che i minori possono trovare, sia dai bambini stessi e dalle  loro situazioni personali.
• I siti di social network (SNSs) consentono ai minori di comunicare e divertirsi con i loro amici, ma non tutti hanno le competenze digitali per gestire la privacy e i dati personali. Inoltre molti bambini fra i 9-12 anni sono iscritti a SNSs anche se sono al di sotto del limite di età consentito (il 20% è iscritto a Facebook e il 38%  ad altri social network).

La mediazione dei genitori può aiutare
• I genitori riconoscono che è importante navigare insieme ai loro figli e utilizzano diverse modalità di navigazione, a seconda dell’età del bambino. Tuttavia alcuni genitori, anche con figli piccoli, ritengono non sia importante navigare insieme; inoltre ci sono alcuni bambini che non vogliono navigare insieme ai genitori.
• In generale i bambini vedono positivamente l’interesse dei propri genitori verso le loro attività online, anche se un terzo dichiara di non ascoltare sempre quello che i genitori dicono loro sull’uso di internet. I genitori che impongono più restrizioni hanno figli che incontrano online meno rischi e pericoli, ma al contempo anche meno opportunità.

I bambini incontrano online una serie di rischi
• Il 12% dei bambini fra i 9-16 anni afferma di esser stato infastidito o turbato da qualcosa visto online, ma la maggior parte dei bambini dichiara di non avere problemi ad andare online.
• L’esposizione a immagini sessuali avviene offline così come online, ma per certi bambini e in certi paesi la possibilità di incontrare immagini a sfondo sessuale è molto più elevata in internet; i bambini che si connettono tramite un mezzo personale hanno visto con più facilità immagini sessuali o ne hanno ricevute.
• La metà dei bulli virtuali dichiara di essere bulli anche nella realtà e la metà delle vittime di cyberbullismo sono vittime anche del bullismo tradizionale. Inoltre, fra coloro che hanno compiuto atti di cyberbullismo, quasi la metà ne sono stati a loro volta vittime.
• Il 50% dei ragazzi fra gli 11-16 anni trovano molto più facile essere se stessi in internet: ciò spiega perché il 30% ha contatti virtuali con persone che non hanno mai incontrato di persona. Ma solo il 9% ha incontrato di persona qualcuno conosciuto online e solo pochi sono rimasti turbati dall’esperienza.
• La preoccupazione generale, soprattutto quando si parla di bambini, si focalizza di solito sulla pornografia, il sexting, il bullismo e l’incontrare sconosciuti. Ma ci sono altri pericoli che preoccupano i bambini, compresi molti adolescenti, e sono legati soprattutto ai contenuti creati dagli utenti stessi.

Si deve distinguere tra correre il rischio e il farsi male
• I bambini più grandi, con maggior consapevolezza delle proprie capacità e in cerca di sensazioni, che svolgono più attività online e con maggiori problemi psicologici, incontrano più rischi online di tutti i bambini.
• I bambini più piccoli, con minore consapevolezza delle proprie capacità, che svolgono meno attività online o hanno minori competenze e con maggiori problemi psicologici considerano i rischi che si possono incontrare online più dannosi e traumatizzanti.
• E’ importante sia sostenere la capacità dei bambini ad affrontare da soli la situazione, sia  costruire la resilienza dei cittadini digitali. Solitamente i bambini dicono a un amico, seguito da un genitore, quando hanno visto in internet qualcosa che li ha turbati, attuando una serie di strategie per risolvere il problema, sebbene queste non sempre funzionino e alcuni bambini finiscono con il rassegnarsi.

I paesi si possono suddividere in quattro categorie
•  Uso di internet più basso, rischio più basso: Austria, Belgio, Francia, Germania, Grecia, Italia, Ungheria
•  Uso più basso, qualche rischio: Irlanda, Portogallo, Spagna, Turchia
•  Uso elevato, qualche rischio: Cipro, Finlandia, Olanda, Polonia, Slovenia, UK
• Uso elevato, rischio elevato: Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Lituania, Norvegia, Romania, Svezia; i paesi dell’est Europa sono meglio definiti come “nuovo uso, nuovo rischio”
• La stratificazione socio-economica, la struttura normativa, le infrastrutture tecnologie e il sistema educativo insieme modellano i rischi online che può correre il bambino.
•  L’elevato utilizzo di internet in un paese è raramente associato con un basso livello di rischio; viceversa un alto livello di rischio è raramente associato a uno scarso utilizzo di internet. In tutti i paesi, maggiore è l’utilizzo maggiore è il rischio.

Conclusioni
•  La ricerca si conclude sfatando i dieci miti sui bambini e i rischi online
• Offre inoltre una serie di raccomandazioni basate su prove ai governi, alle industrie, genitori, educatori, associazioni e ai minori stessi.

Un anno di mobilitazione educativa

E’ ormai passato un anno da quando un gruppo di educatori ed operatori sociali hanno deciso di unirsi nel movimento Educatori contro i tagli, dando vita a una mobilitazione educativa su ampia scala. Ho avuto il piacere di confrontarmi con gli educatori del movimento e di condividerne, purtroppo, le stesse problematiche. Il mio articolo “Neanche mezz’ora di meno” vuole essere un contributo e soprattutto un sostegno a una difficile ma soddisfacente professione che amo.

Dalle figurine Panini al sexting: l’evoluzione dello scambio di immagini

La moda del sexting – crasi delle parole sex e texting – impazza anche in Italia. Consiste nello scambio e invio tramite cellulare di proprie foto o video osè a fidanzati, amici, amanti, conoscenti o persone conosciute online. Un modo per eccitare i partner lontani o semplicemente per mettersi in mostra, all’insegna del puro esibizionismo. Nulla di “strano” se praticato fra adulti consenzienti. I problemi sorgono nel momento in cui vogliono giocare anche i minori. Ed iniziano a inviare le proprie foto di nudo.

 Secondo i dati emersi dall’ultima Indagine conoscitiva sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza – realizzata da Eurispes e Telefono Azzurro su un campione di bambini e adolescenti dai 12 ai 18 anni – il 6,7% dei ragazzi ha inviato sms o video a sfondo sessuale col proprio cellulare, mentre il 10,2% ne ha ricevuto almeno uno. Molti ragazzi vedono la pratica del “sessaggiare” come una modalità per attirare l’attenzione di qualcuno o mostrare il proprio interesse. Per altri invece è un’occasione come un’altra per mettersi in mostra, abituati alla logica di una società in cui ciò che conta è apparire, preferibilmente scoprendosi il più possibile. Ciò che spesso ignorano sono i rischi che si nascondono dietro al sexting, soprattutto quando le relazioni finiscono o quando si inviano immagini a ignoti conosciuti on line.

 Una volta inviata un’immagine non è più possibile né gestirla, né recuperarla. Smettiamo di fatto di esserne gli unici proprietari. Il destinatario dell’immagine può a sua volta copiarla, inoltrarla ad amici e pubblicarla on line. Il tutto senza che l’autore delle immagini sappia qualcosa. Spesso le foto in questione diventano strumento per veri e propri atti di bullismo, volti a ridicolizzare e denigrare il giovane protagonista. Pensiamo al danno emotivo che può causare, in un adolescente, la diffusione di una sua immagine a sfondo sessuale nell’intera scuola o gruppo di amici. Per non parlare della sua reputazione.

 Ma non solo: spesso i ragazzi non sono consapevoli di stare scambiando materiale pedopornografico, aumentando il rischio di venire a contatto con persone malintenzionate. È di qualche giorno fa la notizia di un quarantenne che, fingendosi una giovane disinibita, si faceva inviare video hard e foto da ragazzini conosciuti in internet. Inoltre il sexting se praticato fra adolescenti, comporta conseguenze anche a livello legale. La legge 38/2006 parla chiaro: chiunque produce, diffonde o detiene materiale pornografico prodotto con minori di diciotto anni, è punibile con la reclusione. I minori quindi che producono e scambiano proprie immagini sessuali, anche se consapevoli e consenzienti, sono punibili per legge con l’accusa di pornografia minorile.

Internet e le nuove tecnologie stanno quindi rivoluzionando tutti gli aspetti della nostra vita, compresi quelli più intimi. Quella che i ragazzi stanno vivendo ora può essere considerata una seconda rivoluzione sessuale – come la definisce la psicologa Susan Lipkins – in cui gli adolescenti sperimentano la propria sessualità in maniera totalmente diversa rispetto alle generazioni precedenti.

Cosa può fare il mondo adulto nei confronti di questa tendenza dilagante? Di sicuro non demonizzare internet e il cellulare, né proibirne il loro utilizzo. Piuttosto, si devono educare i ragazzi all’uso consapevole dei mezzi, insegnando loro quali possono essere i comportamenti rischiosi e quali invece quelli che garantiscono una sicurezza virtuale.

In & Out: l’adolescenza vista attraverso le sbarre

La terza e ultima parte del mio viaggio nelle carceri italiane. In & Out: l’adolescenza dietro le sbarre  nasce in seguito al laboratorio di video che ho svolto al carcere minorile Siciliani di Bologna. Un ringraziamento particolare va alle persone che mi hanno voluto raccontare la loro personale esperienza di “essere dentro” e di “essere fuori”.

Viaggio fra le insidie del cyberbullismo

Ho avuto il piacere di confrontarmi con Linda Serra sul fenomeno del cyberbullismo e le sue conseguenze. In seguito a questa chiacchierata Linda ha pubblicato un articolo su L’ Informazione di Bologna, in cui si parla della vastità del fenomeno e dei progetti che sto promuovendo nelle scuole.

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Gita scolastica all’Apple Store: educazione o marketing?

Succede a Bologna. Le classi vanno in gita scolastica all’Apple Store, in seguito ad un invito per partecipare “ad un’esperienza di apprendimento indimenticabile”. E alcuni genitori si ribellano, in disaccordo con la scelta del preside di portare i bambini in gita in un negozio piuttosto che in un museo. Indubbiamente far leva sui minori è un’ottima trovata pubblicitaria, ma credo che l’iniziativa abbia diversi lati positivi. Oggi il fenomeno della “connesione costante”  caratterizza l’essere adolescenti. Per questo far familiarizzare i bambini fin da piccoli con le nuove tecnologie in un contesto sicuro e didattico è un’attività fondamentale e di enorme valenza educativa. Volenti o nolenti, Internet e le nuove tecnologie faranno sempre più parte della nostra vita, soprattutto della vita dei minori.

Forse, se accanto a nozioni tecniche ci fossero state anche indicazioni più educative e formative per un uso consapevole del mezzo, la gita avrebbe accontentato tutti.